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Parodontite o impianti dentali? Quando curare il dente e quando l'implantologia può essere la soluzione più stabile
2 Ott / da: Italdent | Letto : 5688 volte

Parodontite o impianti dentali? Quando curare il dente e quando l'implantologia può essere la soluzione più stabile

Quando un paziente scopre di avere la parodontite, una delle domande più frequenti è anche una delle più importanti: conviene curare i denti naturali oppure estrarli e sostituirli con impianti dentali?

È una domanda comprensibile, soprattutto quando i denti iniziano a muoversi, le gengive sanguinano, la masticazione diventa meno sicura oppure la malattia parodontale è presente da molti anni.

La risposta, tuttavia, non può essere uguale per tutti.

In odontoiatria moderna l'obiettivo non dovrebbe essere quello di scegliere a priori tra denti naturali e impianti. La vera domanda è un'altra: quali denti possono essere conservati con una prognosi ragionevole e quali, invece, sono ormai così compromessi da rendere più prevedibile una riabilitazione implantare?

Alla Clinica Italdent Palermo, in Piazza Giulio Cesare 44, accanto alla Stazione Centrale di Palermo, affrontiamo questa valutazione partendo sempre da una diagnosi approfondita. La parodontite può presentarsi in forme molto diverse e la semplice presenza della malattia non significa automaticamente che un dente debba essere estratto.

Allo stesso tempo, continuare per anni a intervenire su elementi dentari con una prognosi ormai fortemente compromessa non è necessariamente la soluzione migliore per il paziente.

È proprio in questo equilibrio tra conservazione del dente naturale e implantologia dentale che esperienza clinica, diagnosi e pianificazione diventano fondamentali.

 

Che cos'è realmente la parodontite?

La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che interessa i tessuti che sostengono i denti.

Non riguarda quindi soltanto la gengiva. Con la progressione della malattia possono essere coinvolti il legamento parodontale e l'osso alveolare che mantiene stabile il dente.

In una fase iniziale il paziente può accorgersi soltanto di alcuni segnali:

  • sanguinamento delle gengive;
  • gengive gonfie o arrossate;
  • alito cattivo persistente;
  • sensibilità;
  • recessione gengivale.

Con il progredire della malattia possono comparire:

  • perdita di osso attorno ai denti;
  • tasche parodontali profonde;
  • mobilità dentale;
  • spostamento dei denti;
  • alterazione della masticazione;
  • ascessi parodontali;
  • fino alla perdita spontanea degli elementi maggiormente compromessi.

È quindi importante comprendere un concetto: la parodontite non è semplicemente un problema di gengive. È una patologia che, se non controllata, può progressivamente compromettere il sistema di sostegno del dente.

 

Un dente con parodontite deve necessariamente essere estratto?

No.

Questo è probabilmente il punto più importante dell'intero articolo.

La diagnosi di parodontite non rappresenta automaticamente un'indicazione all'estrazione.

Molti denti affetti da malattia parodontale possono essere mantenuti per lungo tempo quando la patologia viene diagnosticata correttamente, trattata e successivamente controllata attraverso un programma rigoroso di mantenimento.

La possibilità di conservare un elemento dipende però da numerosi fattori:

  • quantità di osso residuo;
  • grado di mobilità;
  • profondità delle tasche parodontali;
  • presenza di infezioni;
  • anatomia delle radici;
  • eventuale coinvolgimento delle forcazioni nei denti pluriradicolati;
  • condizioni generali del paziente;
  • fumo;
  • igiene orale domiciliare;
  • possibilità di effettuare un mantenimento parodontale costante.

Per questo una decisione seria non può essere presa osservando soltanto una radiografia o basandosi esclusivamente sulla mobilità del dente.

 

Quando conviene cercare di salvare il dente naturale?

Il dente naturale rimane una struttura biologica estremamente preziosa.

Quando esistono condizioni realistiche per conservarlo, la terapia parodontale può permettere di controllare la malattia e mantenere l'elemento dentario.

La terapia può comprendere, a seconda della situazione clinica:

  • igiene orale professionale;
  • rimozione di placca e tartaro;
  • strumentazione sottogengivale;
  • controllo dei fattori di rischio;
  • terapia parodontale non chirurgica;
  • eventuale chirurgia parodontale quando indicata;
  • controlli periodici;
  • sedute di mantenimento personalizzate.

Il risultato deve però essere valutato nel tempo.

Non basta che il dente rimanga fisicamente in bocca. Deve essere funzionale, mantenibile, controllabile e compatibile con una buona qualità della masticazione.

 

Quando invece un dente può avere una prognosi compromessa?

Esistono situazioni nelle quali il danno parodontale è diventato molto importante.

Un elemento può presentare una perdita ossea estesa, mobilità importante, infezioni ricorrenti o condizioni anatomiche che rendono difficile ottenere e mantenere nel tempo una situazione stabile.

In questi casi continuare a intervenire sullo stesso elemento non è automaticamente sinonimo di odontoiatria conservativa.

Occorre chiedersi quale sia la sua prognosi reale.

È qui che entra in gioco l'implantologia.

 

Parodontite e impianti dentali: quando l'implantologia diventa una soluzione?

Quando uno o più denti non presentano più condizioni ragionevoli per essere mantenuti, gli impianti dentali possono consentire di ricostruire la funzione masticatoria attraverso elementi protesici fissi.

L'impianto sostituisce la radice del dente mancante e costituisce il supporto sul quale viene successivamente realizzata la riabilitazione protesica.

Per il paziente significa poter tornare ad avere una dentatura:

  • stabile;
  • funzionale;
  • esteticamente armoniosa;
  • progettata in funzione della situazione clinica individuale.

 

Gli impianti durano più dei denti affetti da parodontite?

È una domanda molto interessante, ma merita una risposta seria.

Non è scientificamente corretto affermare che un impianto sia sempre migliore o necessariamente più duraturo di un dente naturale.

Un dente naturale trattabile e con una prognosi favorevole può essere mantenuto per molti anni.

Allo stesso modo, un impianto correttamente pianificato, inserito e mantenuto può offrire risultati stabili nel lungo periodo.

La differenza fondamentale sta quindi nella prognosi del singolo elemento dentario.

Se un dente presenta ancora condizioni favorevoli, conservarlo può essere appropriato.

Se invece la perdita del supporto parodontale è tale da rendere la prognosi molto sfavorevole, una riabilitazione implantare può diventare una soluzione più prevedibile rispetto alla continua gestione di un elemento ormai gravemente compromesso.

 

Attenzione: l'impianto non può ammalarsi di parodontite, ma può sviluppare una malattia peri-implantare

Questo è un altro concetto fondamentale.

Un impianto non è un dente naturale e quindi non sviluppa tecnicamente una parodontite dentale. Tuttavia i tessuti che circondano gli impianti possono andare incontro a processi infiammatori.

Si parla di mucosite peri-implantare quando l'infiammazione interessa prevalentemente i tessuti molli e di peri-implantite quando è associata anche a una perdita progressiva dell'osso di supporto.

Per questo un paziente che ha sofferto di parodontite deve prestare particolare attenzione anche dopo una riabilitazione implantare.

Gli impianti non eliminano la necessità della prevenzione.

Al contrario, richiedono:

  • igiene orale domiciliare accurata;
  • controlli professionali;
  • sedute periodiche di igiene;
  • monitoraggio dei tessuti peri-implantari;
  • controllo del fumo e degli altri fattori di rischio.

 

Prima si cura la parodontite, poi si programma l'implantologia

Quando un paziente con parodontite necessita di impianti, il primo obiettivo è ottenere il controllo dell'infiammazione e dell'infezione orale.

Non avrebbe senso sostituire alcuni denti senza affrontare contemporaneamente la condizione parodontale generale.

Per questo il percorso deve essere pianificato.

1. Diagnosi

Si valuta la situazione dei denti, delle gengive e dell'osso.

2. Controllo della malattia parodontale

Si interviene sull'infiammazione e sui fattori che favoriscono la progressione della malattia.

3. Valutazione della prognosi dei singoli denti

Si stabilisce quali elementi possano ragionevolmente essere conservati e quali presentino invece una prognosi compromessa.

4. Pianificazione implantare

Soltanto dopo una valutazione complessiva si programma l'eventuale sostituzione degli elementi non recuperabili.

5. Mantenimento

Il paziente entra successivamente in un programma di controlli periodici, indispensabile sia per i denti naturali sia per gli impianti.

 

Parodontite avanzata e perdita di molti denti

Una situazione differente riguarda i pazienti che arrivano alla visita quando la malattia ha già compromesso numerosi elementi dentari.

Alcuni riferiscono di non riuscire più a mangiare determinati alimenti. Altri avvertono una mobilità evidente dei denti anteriori. Altri ancora utilizzano da anni protesi mobili e desiderano capire se sia possibile ottenere una soluzione fissa.

In queste situazioni è necessario valutare l'intera bocca e non il singolo dente.

L'obiettivo diventa ricostruire un equilibrio tra:

  • salute;
  • stabilità;
  • masticazione;
  • fonetica;
  • estetica;
  • facilità di mantenimento nel tempo.

 

Implantologia dentale a Palermo anche quando l'osso è ridotto

Una parodontite avanzata può essere accompagnata da una significativa perdita dell'osso alveolare.

Questo non significa automaticamente che l'implantologia non sia possibile.

Alla Clinica Italdent Palermo vengono valutati anche casi complessi nei quali il volume osseo residuo è ridotto.

A seconda dell'anatomia e delle condizioni cliniche possono essere prese in considerazione differenti strategie implantologiche, comprese tecniche avanzate.

Rialzo del seno mascellare

Il sinus lift è una procedura utilizzata in determinate condizioni per aumentare il volume disponibile nella regione posteriore del mascellare superiore.

Impianti pterigoidei

Gli impianti pterigoidei possono rappresentare, in casi selezionati, una possibilità riabilitativa quando il settore posteriore del mascellare presenta una quantità di osso insufficiente per l'implantologia convenzionale.

Impianti zigomatici

Gli impianti zigomatici sono utilizzati in situazioni selezionate caratterizzate da una grave atrofia del mascellare superiore e richiedono competenze specifiche e un'attenta pianificazione.

Non esiste però una tecnica migliore in assoluto. Esiste la tecnica più appropriata per quello specifico paziente.

 

Implantologo a Palermo: perché l'esperienza conta nei casi complessi

Quando si parla di implantologia, soprattutto in presenza di perdita ossea importante o di una storia di parodontite, la pianificazione assume un ruolo fondamentale.

Presso la Clinica Italdent Palermo l'attività implantologica si avvale dell'esperienza maturata dal Dott. Vincenzo Augello in oltre 30 anni di attività.

L'esperienza non serve a promettere che ogni caso possa essere risolto nello stesso modo. Serve esattamente al contrario: a comprendere quando una procedura è indicata, quando non lo è e quale strategia possa offrire il rapporto più favorevole tra benefici, rischi e prevedibilità.

 

Meglio curare la parodontite o mettere gli impianti? La risposta definitiva

Arriviamo quindi alla domanda iniziale.

Meglio curare la parodontite oppure togliere i denti e inserire gli impianti?

La risposta corretta è: dipende dalla prognosi dei denti.

Non bisogna estrarre un dente recuperabile soltanto perché esiste l'implantologia.

Ma non bisogna nemmeno confondere la conservazione a tutti i costi con la soluzione migliore per il paziente.

Quando un dente può essere trattato e mantenuto con una buona prognosi, conservarlo rappresenta una possibilità importante.

Quando invece il supporto parodontale è gravemente compromesso e la prognosi è sfavorevole, l'implantologia dentale può offrire una riabilitazione stabile, funzionale e prevedibile nel lungo periodo, purché venga correttamente pianificata e mantenuta.

 

La prima visita serve proprio a decidere questo

Non è il paziente a dover scegliere da solo tra parodontite e impianti.

La prima visita serve proprio a comprendere quale sia la condizione reale della bocca.

Durante la valutazione è possibile stabilire:

  • quali denti sono sani;
  • quali presentano parodontite ma possono essere trattati;
  • quali hanno una prognosi dubbia;
  • quali risultano eventualmente non recuperabili;
  • quanto osso è disponibile;
  • se esistono le condizioni per l'implantologia;
  • quale tipo di riabilitazione può essere indicato.

È molto diverso dal decidere semplicemente di “togliere tutto” oppure, all'opposto, di tentare indefinitamente di mantenere qualsiasi elemento.

Cerchi un dentista a Palermo per parodontite o implantologia?

Se hai denti che si muovono, gengive che sanguinano, difficoltà nella masticazione oppure ti è già stata diagnosticata una parodontite, il consiglio più importante è non aspettare.

Una valutazione tempestiva permette di capire quali denti possono essere salvati e quali soluzioni possono essere considerate per quelli eventualmente compromessi.

Se invece hai già perso uno o più denti e stai cercando informazioni sugli impianti dentali a Palermo, una visita permette di verificare la quantità di osso disponibile e valutare concretamente le possibilità riabilitative.

 

Clinica Italdent Palermo: nel cuore della città, con parcheggio gratuito

La Clinica Italdent Palermo si trova in:

Piazza Giulio Cesare 44 - Palermo
adiacente alla Stazione Centrale di Palermo.

La posizione consente di raggiungere facilmente la clinica sia dal centro della città sia dalla provincia utilizzando treno, autobus o automobile.

Per chi arriva in auto è inoltre disponibile il parcheggio gratuito per i pazienti, un servizio particolarmente utile in una delle zone più centrali e frequentate di Palermo.

 

Prenota una prima visita alla Clinica Italdent Palermo

Se soffri di parodontite e vuoi capire se sia preferibile conservare i tuoi denti o valutare una soluzione implantare, non affidarti a risposte generiche.

Ogni bocca ha una storia diversa.

La prima visita permette di studiare il tuo caso e individuare una strategia basata sulla situazione reale di denti, gengive e osso.

Clinica Italdent Palermo
Piazza Giulio Cesare 44 - Palermo
Adiacente alla Stazione Centrale
Parcheggio gratuito per i pazienti

Telefono: +39 351 65 16 933
Telefono: 091 6176860
Email: info@clinicheitaldent.com
Sito: www.clinicheitaldent.com

Prenota una visita e scopri quale soluzione può essere più appropriata per la salute e la funzionalità del tuo sorriso.

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