Descrizione

Implantologia a carico immediato

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Implantologia a carico immediato: denti fissi subito dopo l’intervento chirurgico.
In alcune condizioni è possibile inserire e protesizzare immediatamente gli impianti superando cosi i tre / sei mesi canonici necessari per una corretta osteointegrazione degli impianti.
Tutto questo è possibile grazie all’utilizzo di radici artificiali in titanio dalle elevate qualità biocompatibili e osteointegrative, che scongiurano fenomeni di autodifesa dell’organismo, come le infezioni, le infiammazioni o il rigetto. Come tutte le tecniche innovative, la tecnica presenta 2 facce della medaglia.

Vantaggi

implantologia-a-carico-immediato_01L’implantologia a carico immediato gratifica maggiormente il paziente che può avere contestualmente all’intervento una protesi provvisoria fissa.
Minima invasività dell’intervento chirurgico e limitata perdita di sangue;
Riacquisizione immediata della funzione masticatoria senza limitazioni nell’alimentazione;
Rapidità dell’intervento, che si svolge in una sola seduta; Convenienza economica, considerando che l’intero intervento si svolge in una sola seduta si abbattono i costi.

Svantaggi

implantologia-a-carico-immediato_02L’implantologia a carico immediato non può sempre essere applicata, sforzando il concetto, il tasso d’insuccesso è destinato immancabilmente ad elevarsi.
Non tutti i casi clinici rispondono ai requisiti necessari per poter essere sottoposti ad un intervento di implantologia a carico immediato.

Requisiti

implantologia-a-carico-immediato_03Dopo una estrazione sarà necessario aver concluso la fase di crescita ossea;
Non essere in terapia con corticoidi e bifosfonati;
Non essere in terapia oncologica per patologia ossea;
Possedere un apparato osseo mascellare o mandibolare di qualità e quantità
Possedere un buon supporto gengivale tale da permettere l’intervento;

Conclusioni

implantologia-a-carico-immediato_04Da alcuni anni sta prendendo piede l’implantologia a carico immediato, questa è una tecnica iniziata negli anni ’60, e poi progressivamente abbandonata a favore della più “moderna” tecnica osteointegrata.
Sono due tecniche diverse, ma il risultato è lo stesso, dare stabilità alle protesi mobili o sostituire denti mancanti senza utilizzare i denti contigui come pilastri per il ponte.

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